Chi poteva richiedere il Bonus Vista

Il bonus era riservato ai cittadini con un valore ISEE entro la soglia definita dal Ministero. La richiesta veniva effettuata tramite SPID, CIE o CNS sulla piattaforma dedicata. Il contributo era riconosciuto una sola volta per ogni componente del nucleo familiare avente diritto.

Cosa si poteva acquistare con il bonus

Il Bonus Vista permetteva l’acquisto di:

  • occhiali da vista con lenti graduate;
  • occhiali da sole con lenti graduate;
  • lenti a contatto correttive;
  • dispositivi medici ottici conformi alla normativa.

Come funzionava il voucher

Il voucher aveva un valore definito dalla normativa e poteva essere utilizzato presso gli esercizi commerciali aderenti. Veniva presentato al momento dell’acquisto insieme a un documento di identità valido e il contributo veniva applicato direttamente sul prezzo del dispositivo medico.

Come funzionava il rimborso

In alternativa al voucher, era prevista la modalità di rimborso. In questo caso, il cittadino effettuava l’acquisto e successivamente caricava sulla piattaforma:

  • scontrino parlante;
  • documento di identità;
  • eventuale documentazione richiesta dal Ministero.

Documentazione necessaria

Per usufruire del bonus erano necessari:

  • ISEE in corso di validità;
  • SPID, CIE o CNS per l’accesso alla piattaforma;
  • scontrino parlante o fattura nei casi previsti dalla normativa;
  • eventuale nota descrittiva del dispositivo medico.

Trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria

Le spese relative ai dispositivi medici ottici venivano trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria secondo quanto previsto dalla normativa, consentendo al contribuente di ritrovare automaticamente l’importo nella dichiarazione precompilata.

Cosa cambia nel 2026

Nel 2026 non è previsto alcun rinnovo del Bonus Vista. Il Governo non ha stanziato nuovi fondi e la piattaforma ministeriale rimane chiusa. L’unica agevolazione attiva è la detrazione del 19% per spese sanitarie, valida anche per occhiali da vista e lenti a contatto.