Sempre di più l’attività scolastica viene considerata un vero e proprio lavoro. Il processo di apprendimento può essere condizionato dal manifestarsi di ametropie (condizioni in cui l’immagine di un oggetto non va a fuoco sulla retina) quali:
l’ipermetropia che rende difficile la lettura e può causare problemi di apprendimento per l’eccessivo impegno visivo che richiede
l’astigmatismo che fa offuscare le lettere, può procurare disagi nell’apprendimento anche se la visione si mantiene buona
la miopia che fa vedere male da lontano e quindi la lavagna.

Altri fattori esterni possono influire su un eventuale stress visivo nel bambino:
eccessiva vicinanza al testo di lettura e al quaderno; la giusta distanza non deve essere inferiore alla lunghezza del braccio misurato dal medio flesso al gomito del bambino (distanza di Harmon) posizioni scorrette tenute durante le attività da vicino: il bambino che impara a leggere e a scrivere deve assumere una posizione che gli consenta di mantenere la focalizzazione simultanea degli occhi con la massima efficacia e per lungo tempo, coordinando insieme anche la mano che scrive, la testa, il collo, la schiena e tutto il corpo.

In tal senso rivolgete sempre attenzione a posizioni che comportano una distanza dei due occhi asimmetrica rispetto al piano di lavoro luci abbaglianti o troppo scarse o posizionate erroneamente: occorre rendere uniforme l’illuminazione sulla superficie del piano di lavoro, utilizzando due fonti luminose poste in posizioni differenti, o trovare il giusto equilibrio fra la luce naturale e quella artificiale che dovranno integrarsi per ottenere livelli di contrasto non troppo dissimili fra loro. Importante è porre attenzione affinché la testa del bambino non proietti la propria ombra all’interno del piano di lavoro lunga permanenza davanti al computer e alla TV: se utilizzati in modo corretto, computer e TV non comportano alcun effetto negativo. Ovviamente è necessario seguire alcune basilari norme, come osservare lo schermo TV da idonea distanza (almeno 2-3 metri), rispettare adeguate condizioni di illuminazione e soprattutto non trascorrere interi pomeriggi di fronte al video. Segnaliamo che, a volte, la tendenza che i bambini hanno ad avvicinarsi al video, non è tanto legata ad una eventuale carenza visiva, ma alla voglia di “immergersi” nel mondo fantastico del programma che stanno seguendo. E’ inoltre indispensabile che il bambino si dedichi anche ad altre importantissime attività come l’esercizio fisico e sviluppi altre funzioni fondamentali come la vita di relazione. La TV e il computer non devono pertanto occupare eccessivamente la giornata del bambino.